Vasto settore dell'Oceano Atlantico largo 2.400 km da est ad ovest e 1.400 km da nord a sud, il famoso Mar dei Caraibi ha una superficie complessiva di 2.718.000 kmq compresa tra l'America Centrale
ad ovest, l'arcipelago della Grandi Antille a nord, quello delle Piccole Antille ad est e l'America Meridionale a sud. Le correnti oceaniche spingono l'acqua in entrata tramite il
passaggio sud-orientale posto tra l'isola di Grenada e la costa venezuelana, per spingerle in uscita in direzione nord-ovest tramite il Canale dello Yucatan, posto tra la Penisola dello Yucatan e l'isola di Cuba. Il Mar dei Caraibi ha una profondità media complessiva di 1.880 metri, con numerosi punti che superano i 3.600 metri, mentre la profondità massima di 7.686 metri
si ottiene nella Fossa delle Cayman, tra la Giamaica e le Isole Cayman. Il Mar dei Caraibi deve il suo nome agli
antichi abitanti delle isole che lo racchiudono, chiamati Caribi e che vennero quasi completamente annientati dai conquistadores spagnoli. Isolati dalla lussureggiante foresta tropicale dell'isola di Dominica vivono gli ultimi discendenti degli indios Caribi, circa quattrocento persone a contatto con la natura selvaggia e incontaminata. Gli alisei
atlantici soffiano tutto l'anno con velocità moderata ma costante dai quadranti est-nord-est, rendendo particolarmente agevole la navigazione delle traversate oceaniche, rendendo così
il Mar dei Caraibi la rotta preferita dal turismo di diporto. Il clima tropicale e le calde acque trasparenti hanno favorito la nascita di imponenti
barriere coralline, tra le più ammirate del mondo e frequentate ogni anno da
migliaia di sub e divers. Le più famose dei Caraibi, anche per le loro grandi dimensioni, sono la
barriera corallina messicana, situata sulla costa occidentale di Isla Cozumel, e quella delle
Bahamas che si trova nell'isola di Andros. Tra i fenomeni naturali tipici del Mar dei Caraibi ci sono i famosi
blue hole, profondi buchi nella roccia calcarea sottomarina le cui pareti sono coperte da coralli, alghe e spugne marine. Misteriosi e affascinanti i blue hole sono un po sparsi tra i fondali più bassi, con una spiccata concentrazione tra i fondali delle isole Bahamas, che invero sono fuori dal bacino del Mar dei Caraibi, ma conservano identiche caratteristiche
morfologiche. Tra i fenomeni a terra dell'area geografica dei Caraibi si segnalano i famosi cenote,
pozzi naturali di acqua dolce scavati nella roccia calcarea e spesso sperduti nella
foresta tropicale. La maggiore concentrazione di cenote si trova in Messico, nella Penisola dello Yucatan, delizia delle moltitudini di turisti che visitano la favolosa Riviera Maya e le sue celebri località come Tulum, Akumal, Xcaret, Playa del
Carmen e Cancun. Anche i mogote sono tra gli elementi naturali tipici dei Caraibi,
piccole colline di roccia calcarea a forma di gobba che si ergono
dal terreno o dal mare, sono spesso ricoperti in cima da una lussureggiante vegetazione tropicale. I mogote più famosi dei Caraibi sono quelli di Cuba, presenti nella provincia di Pinar del Rio,
e quelli più piccoli ma spettacolari del Parco Nazionale di Los Haitises, nella
selvaggia Penisola di Samanà, tra le aree più esclusive della Repubblica Dominicana. Il clima caldo tutto l'anno, i fondali limpidi e trasparenti, le celeberrime spiagge
bianche e coralline, hanno reso i Caraibi tra le aree più turistiche del mondo, in cui la natura strepitosa e ancora intatta si unisce ai tesori storici e archeologici che gli antichi
popoli Caribi prima e i conquistadores europei dopo, hanno lasciato a ricordo della loro presenza. Lo splendore artistico e naturale del Mar dei Caraibi viene spesso offuscato dalla potenza
distruttrice degli uragani, che tra Giugno e Ottobre passano con frequenza quasi costante, a ricordare forse che la natura così bella e strepitosa, sa essere anche brutta, cattiva e devastante.